Nello scorso mese di aprile Alessandro Barbaglia, autore finalista del premio Bancarella che si terrà il 16 luglio a Pontremoli, ma anche prezioso amico-libraio della Libreria Mondadori nella sua sede di Vercelli in corso Libertà, ci ha regalato il suo ultimo libro "La Locanda dell'Ultima Solitudine" perché lo leggessimo in classe, coadiuvati dalla nostra docente Elisabetta Dellavalle.

Questo gradito regalo, edito da Mondadori, ci ha offerto una duplice occasione ci crescita perché non solo ci ha permesso di continuare il nostro allenamento alla lettura, iniziato fin dalla classe prima, ma ci ha permesso anche di conoscere meglio l'autore potendo scoprire, grazie alle sue spiegazioni, come interpretare a fondo questo suo romanzo.

Nella giornata di martedì 30 maggio 2017, dalle 8 alle ore 10, Barbaglia ha ci ha quindi raggiungi nella nostra scuola, nell’Aula Magna della sede del Liceo Classico e del Liceo Economico Sociale del Lagrangia, in via Duomo, incontrando in maniera diretta i giovani lettori del suo libro.

Con vivo piacere hanno assistito all’incontro con l’autore anche gli alunni della classe V BC del Liceo Classico accompagnati dalla loro docente Cinzia Ordine e la mattinata è stata ancora più partecipata e ricca.

Alessandro Barbaglia ha saputo rispondere in maniera esaustiva a tutte le nostre domande, grazie anche alla sua capacità di catturare l'attenzione degli ascoltatori con la sua spiccata ironia.

Lui, lettore, libraio e infine scrittore, ci ha confidato di aver preso ispirazione, per la stesura dei suoi lavori, e soprattutto per ‘La Locanda dell’Ultima solitudine’ da Italo Calvino, Gianni Rodari e Dino Buzzati.

E se ‘alle domande corrispondo sempre delle risposte’ Alessandro Barbaglia, per scrivere il suo libro, si è posto questo quesito: "Si può avere nostalgia del futuro?"

E la risposta è esattamente nella trama, nei protagonisti e nella suggestione di cui tratta il romanzo.

A questa domanda riesce, grazie alle sue qualità narrative, a rispondere in modo duplice: sí, con il personaggio di Libero, e no, con quello di Viola.

Due persone diverse, ma neanche così tanto, che reggono la vicenda dall’inizio alla fine.

L’autore, non volendo ricorrere ad un cliché ed iniziare la narrazione con un incipit scontato o inutile, apre il romanzo con il discorso diretto, scelta tutt'altro che banale e di grande impatto sul lettore. Eccolo:

"Allora per il giorno siamo d'accordo: facciamo il 20 luglio." "Il 20 luglio è perfetto."

"D'accordo. Ci vediamo il 20 luglio del 2017."

"Del?!"

"Del 2017. Non gliel'avevo ancora detto?"

"Ma è tra dieci anni!"

"Dieci anni e tre giorni. A essere precisi."

E voi? Avete intenzione di aspettare dieci anni o vi bastano tre giorni per correre in libreria?

redatto da Viola Baltare ed Alessia Bazzano a nome della III A del Liceo Economico Sociale

composta dagli altri alunni-lettori: Martina Andreoletti, Melissa Belluati, Carolina Bertolone, Enrico Biolcati, Camilla Ceccon, Alessandro Corbo, Claudia Golli, Caterina Morano, Bartolomeo Notaro, Beatrice Porcelli, Sarah Rivellino, Lisa Sperotto e Valeria Viesti 


Pubblicata il 27 marzo 2017